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F.T. Marinetti
L'UOMO MOLTIPLICATO
E IL REGNO DELLA MACCHINA


Tutto ciò vi avrà predisposti a comprendere uno dei nostri principali sforzi futuristi, che consistono nell'abolire in letteratura la fusione apparentemente indiscutibile delle due concezioni di Donna e di Bellezza, la quale ha ridotto tutto il romanticismo a una specie di assalto eroico che un maschio bellicoso e lirico dà ad una torre irta di nemici, stretti intorno alla divina Bellezza-Donna.
Romanzi quali i Lavoratori del Mare di Victor Hugo o Salammbô di Flaubert, possono spiegare la mia idea. Si tratta di un leit-motiv dominante tedioso e sciupato del quale noi vogliamo sbarazzare la letteratura e l'arte in generale. E' perciò che noi sviluppiamo e preconizziamo una grande idea nuova che circola nella vita contemporanea: l'idea della bellezza meccanica; ed esaltiamo quindi l'amore per la macchina, quell'amore che vedemmo fiammeggiare sulle guancie dei meccanici, aduste e imbrattate di carbone. Non avete mai osservato un macchinista quando lava amorevolmente il gran corpo possente della sua locomotiva? Sono le tenerezze minuziose e sapienti di un amante che accarezzi la sua donna adorata.
Si è potuto constatare nel grande sciopero dei ferrovieri francesi, che gli organizzatori del sabotaggio non riuscirono a indurre nemmeno un solo macchinista a sabotare la sua locomotiva.
Questo mi pare assolutamente naturale. Come mai uno di quegli uomini avrebbe potuto ferire o uccidere la sua grande amica fedele e devota, dal cuore ardente e pronto: la sua bella macchina d'acciaio che tante volte aveva brillato di voluttà sotto la sua carezza lubrificante?
Non è un'immagine, questa, ma quasi una realtà, che facilmente potremo controllare fra qualche anno.
Avrete certamente udite le osservazioni che sogliono fare comunemente i proprietari d'automobili e i direttori d'officina: "I motori, dicono costoro, sono veramente misteriosi...Hanno dei capricci, delle bizzarie inaspettate; sembra che abbiano una personalità, un'anima, una volontà. Bisogna accarezzarli, trattarli con riguardo, non maltrattarli mai, né affaticarli troppo. Se agite così, questa macchina di ferro fuso e d'acciaio, questo motore costruito secondo cifre precise, vi dà non solo tutto il suo rendimento, ma il doppio, il triplo, assai più e assai meglio di quanto fecero prevedere i calcoli del suo costruttore: di suo padre!"
Ebbene: io attribuisco una grande importanza rivelatrice a queste frasi che mi annunciano la prossima scoperta delle leggi di una vera sensibilità delle macchine!
Bisogna dunque preparare l'imminente e inevitabile identificazione dell'uomo col motore, facilitando e perfezionando uno scambio incessante d'intuizione, di ritmo, d'istinto e di disciplina metallica, assolutamente ignorato dalla maggioranza e soltanto indovinato dagli spiriti più lucidi.
Certo è che ammettendo l'ipotesi trasformistica di Lamarck, si deve riconoscere che noi aspiriamo alla creazione di un tipo non umano nel quale saranno aboliti il dolore morale, la bontà, l'affetto e l'amore, soli veleni corrosivi dell'inesauribile energia vitale, soli interruttori della nostra possente elettricità fisiologica.
Noi crediamo alla possibilità di un numero incalcolabile di trasformazioni umane, e dichiariamo senza sorridere che nella carne dell'uomo dormono delle ali.
Il giorno in cui sarà possibile all'uomo di esteriorizzare la sua volontà in modo che essa si prolunghi fuori di lui come un immenso braccio invisibile il Sogno e il Desiderio, che oggi sono vane parole, regneranno sovrani sullo Spazio e sul tempo domati.
Il tipo non umano e meccanico, costruito per una velocità onnipresente, sarà naturalmente crudele, onnisciente e combattivo.
Sarà dotato di organi inaspettati: organi adattati alle esigenze di un ambiente fatto di urti continui.
Possiamo prevedere fin d'ora uno sviluppo a guisa di prua della sporgenza esterna dello sterno, che sarà tanto più considerevole, inquantoché l'uomo futuro diventerà un sempre migliore aviatore.
Uno sviluppo analogo si nota appunto, fra gli uccelli, nei migliori volatori.
Potrete facilmente concepire queste ipotesi apparentemente paradossali, studiando i fenomeni di volontà esteriorizzata che si manifestano continuamente nelle sedute spiritiche.
E' certo inoltre, e voi potete facilmente constatarlo, che si trovano oggi, con crescente facilità, dei popolani, assolutamente privi di cultura e di educazione, ma dotati, nondimeno, di ciò che io chiamo la grande divinazione meccanica o il fiuto metallico.
Ciò perché codesti operai subirono già l'educazione della macchina e s'imparentarono, in qualche modo, coi motori.
Per preparare la formazione del tipo non umano e meccanico dell'uomo moltiplicato mediante l'esteriorizzazione della sua volontà, bisogna singolarmente diminuire il bisogno di affetto, non ancora distruttibile, che l'uomo porta nelle sue vene.
L'uomo futuro ridurrà il proprio cuore alla sua vera funzione distributrice. Il cuore deve diventare in qualche modo, una specie di stomaco del cervello, che si empirà metodicamente perché lo spirito possa entrare in azione.
S'incontrano oggi degli uomini i quali attraversano la vita quasi senza amore, in una bella atmosfera color d'acciaio. Facciamo sì che il numero di questi uomini esemplari vada sempre crescendo. Questi esseri energici non hanno una dolce amante da visitare, la sera, ma amano constatare ogni mattina con amorosa meticolosità l'avviamento perfetto della loro officina.
Noi siamo convinti d'altronde che l'arte e la letteratura esercitano un'influenza determinante su tutte le classi sociali, anche sulle più ignoranti, che ne sono abbeverate per via d'infiltrazioni misteriose.
Noi possiamo dunque attivare o ritardare il movimento dell'umanità verso questa forma di vita liberata dal sentimentalismo e dalla lussuria. A dispetto del nostro determinismo scettico, che dobbiamo uccidere quotidianamente, noi crediamo all'utilità di una propaganda artistica contro la concezione apologetica del dongiovanni e quella divertente del cornuto.
Queste due parole devono perdere ogni significato nella vita, nell'arte e nell'immaginazione collettiva.
La ridicolizzazione del cornuto non contribuisce forse all'esaltazione del dongiovanni? E l'esaltazione del dongiovanni non contribuisce a rendere sempre più ridicolo il cornuto?
Liberandoci da questi due motivi, ci libereremo dal grande fenomeno morboso della gelosia, che non è altro che un prodotto della vanità dongiovannesca.
L'immenso amore romantico è ridotto così unicamente alla conservazione della specie, e l'attrito delle epidermidi è finalmente liberato da ogni mistero stuzzicante, da ogni pepe appetitoso e da ogni vanità dongiovannesca: semplice funzione corporale, come il bere e il mangiare.
L'uomo moltiplicato che noi sogniamo, non conoscerà la tragedia della vecchiaia!
Ma bisogna, per questo, che i giovani maschi contemporanei, finalmente nauseati dei libri erotici e del duplice alcool sentimentale e lussurioso, essendo finalmente immunizzati contro la malattia dell'amore, imparino metodicamente a distruggere in sé tutti i dolori del cuore, lacerando quotidianamente i loro affetti e distraendo infinitamente il loro sesso con contatti femminili rapidi e disinvolti.
Il nostro franco ottimismo si oppone così, nettamente, al pessimismo di Schopenhauer, di quel filosofo amaro che tante volte ci porse il seducente revolver della sua filosofia per uccidere in noi la profonda nausea dell'Amore coll'A maiuscolo.
E' appunto con questo revolver che noi bersaglieremo allegramente il gran Chiaro di luna romantico

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