Enzo Mari

Enzo Mari
Enzo Mari è nato il 27 aprile 1932 a Cerano in provincia di Novara ed è morto il19 ottobre a Milamo.
Enzo Mari nasce da Carolina, piemontese di Cerano, e da Luigi originario di Spinazzola in Puglia.
Ancora bambino, i suoi genitori si trasferiscono a Milano, dove il padre calzolaio e barbiere- apre un negozio di parrucchiere.
Enzo Mari inizia a seguire le prime scuole.
Si iscrive poi al Liceo Classico Parini di Milano senza poterlo ultimare a causa della improvvisa malattia del padre che lo costringe a lavorare per mantenersi e per contribuire alla famiglia che nel frattempo si era ampliata con la nascita della sorella Maria e del fratello Elio.
Dal 1952 al 1956 frequenta quindi l'Accademia di Brera studiando prima pittura, scultura, decorazione, poi scenografia senza diplomarsi e successivamente laurearsi.
Diploma e laurea gli saranno conferiti entrambi honoris causa nel primo decennio del XXI secolo.
A Brera conosce Gabriela Ferrario, nome d'arte Iela Mari, che sposa nel 1955 e con la quale ha due figli,Michele Mari e Agostina Mari.

Lena Mari com il figlio Michele Mari

Enzo Mari con
la moglie Iela Mari

Enzo Mari con
la moglie Iela Mari
Gabriela Ferrario Muore nel 2014.
Dopo la separazione, avvenuta nel 1965.

Enzo Mari con
la seconda moglie Lea Vergine nel 1966
Enzo Mari si unisce con Lea Vergine, che sposa nel 1978 e con cui ha una figlia, Meta.
srà insime fino ala sua morte di Enzo Mari e Lea Vergine mori un anno dopo

Enzo Mari con
la seconda moglie Lea Verginei con
la seconda moglie Lea Vergine

Enzo Mari con
la seconda moglie Lea Verginei con
la seconda moglie Lea Vergine
Mari.Enzo siforma anche in letteratura, musica,filosofia e arte, approfondendo i temi della psicologia della percezione visiva, del linguaggio, della metodologia della comunicazione e della progettazione.
Enzo Mari visita mostre e gallerie, musei, città, scoprendo dal vero i capolavori dei grandi artisti italiani del Rinascimento ma anche dei maestri del novecento come Giorgio De Chirico o Carlo Carrà�.

Enzo Mari
tudia inoltre scientificamente le tecniche e le pratiche dell’artigianato, dei suoi strumenti, e quelle della produzione industriale; per Enzo Mari nel rapporto teoria-prassi quest’ultima è à sempre prioritaria, la teoria è
“solo la descrizione di una pratica”
Nel corso degli anni cinquanta e primi sessanta Enzo Mari si dedica prevalentemente all’attività artistica dipingendo opere astratte con tempere su carta, cartone, tela e tavole -spesso con l’uso della tecnica ad encausto- basate sullo studio della sezione aurea; realizza modelli e strutture sperimentali per indagare l’ambiguità della percezione ottica in modo sistematico.
Progetta anche allestimenti.
Mentre il mondo dell’arte di Brera è ancora legato all’Arte Informale e al Realismo esistenziale, Enzo Mari si avvicina e partecipa ai movimenti di avanguardia dell'Arte cinetica e dell’Arte programmata.
Conosce gli artisti del Gruppo T, del Gruppo N e Bruno Munari.
Negli stessi anni Enzo Mari con la moglie Iela- crea libri per bambini senza testo, solo disegni e illustrazioni, tra cui nel 1958 "La Mela e la Farfalla" e nel 1969 "L’uovo e la gallina", molto innovativi e ancora oggi considerati dei classici della letteratura infantile.
Nel 1957 Enzo Mari si dedica presto anche al nascente mondo del disegno industriale, presentando il suo primo progetto al produttore di arredi milanese Danese.
Enzo Mari ha applicato alla sua produzione i suoi studi personali sui temi della percezione e dell'aspetto sociale del design, alla sua funzione nella vita quotidiana e al ruolo del designer nel processo industriale.

Enzo Mari coi ,odellini dei suoi mobili nel suo studio
Il designer, secondo Enzo Mari, non si sarebbe dovuto limitare alla creazione di oggetti belli e forme piacevoli: l'aspetto funzionale era imprescindibile, così come lo era l'efficienza delle scelte progettuali in campo di materiali e lavorazioni, non può esservi poesia senza metodo.
Secondo un altro grande del design italiano, Alessandro Mendini,Enzo Mari non è un designer, se non ci fossero i suoi oggetti mi importerebbe poco.
Enzo Mari invece è la coscienza di tutti noi, à la coscienza dei designers, questo importa.
Critico verso ciò che è diventato il design una volta conclusa l'epoca d'oro degli anni sessanta e settanta, Enzo Mari attribuisce al marketing la colpa di aver trasformato il designer da filosofo creativo in semplice interprete di tendenze.
Nel 1999 a fronte di queste considerazioni, Enzo Mari scrive il Manifesto di Barcellona, in cui sostiene che è necessario ritornare alla
"tensione utopizzante delle origini del design"
e invoca un nuovo giuramento di Ippocrate per cui
"l'etica è l'obiettivo di ogni progetto".
Enzo Mari è universalmente considerato uno dei maggiori teorici del design italiano e mondiale.

Enzo Mari conalcuni dei suoi prodotti
Sin daglianni cinquanta partecipa ai movimenti di avanguardia legati al design, entrando nel gruppo dell'Arte cinetica: là ha modo di conoscere Bruno Munari, che influenzerò parte dei suoi lavori futuri, quali 16 animali e 16 pesci.
Nel 1963 diventa coordinatore del Gruppo Nuova Tendenza e organizza l'esposizione del gruppo alla Biennale di Zagabria del 1965.
Dal 1963 al 1966 Enzo Mari insegna presso la scuola della Società� Umanitaria di Milano: fu la prima delle sue esperienze da docente, continuate sino agli anni 2000 in numerose istituzioni prestigiose tra cui il Politecnico di Milano, dove tenne diversi corsi nelle facoltà di Disegno Industriale e Architettura, negli anni Ottanta fu professore presso l'ISIA di Firenze (Istituto superiore per le industrie artistiche) con un laboratorio di design che portò a risultati particolarmente interessanti.
A Parma fu docente di Storia dell'Arte.
Durante quegli anni elaborò una propria teoria sul design e la mise in pratica nei progetti su cui lavorò nei settori del prodotto, della grafica e degli allestimenti.
Per quest'opera continua di approfondimento, è stato premiato nel 1967 con un Compasso d'Oro per le sue "ricerche individuali sul design".
Sempre nel 1967 Enzo Mari cominciò la sua decennale collaborazione con le Ceramiche Gabbianelli: a fronte della richiesta di disegnare alcune decorazioni per delle "piastrelle di design", Enzo Mari rifiutò di svolgere un semplice ruolo di grafico e intraprese un complesso percorso filosofico che lo ha portato a rivedere alle radici il concetto di decorazione a parete.
Nel 1972 Mari partecipa all'esibizione Italy: The New Domestic Landscape, al MOMA di New York; la mostra, importantissima, segnà la nascita della fama del "Made in Italy" nel mondo, fece conoscere oggetti dei pù grandi designer dell'epoca, quali Vico Magistretti, Ettore Sottsass e Paolo Lomazzi.
Enzo Mari era presente alla mostra con il vaso reversibile Pago-Pago (1969) di Danese, un vaso in ABS stampato che poteva essere usato dritto o capovolto, cambiandone l'aspetto estetico; l'idea di fondo era di consentire flessibilità d'uso, data l'impossibilità di creare il design perfetto per ogni ambiente.
Dal 1976 al 1979 è stato presidente dell'Associazione per il Disegno Industriale, assegnatrice dei premi Compasso d'Oro per il design.
Nel l'Università di Parma gli ha dedicato una mostra personale, grazie a una collezione di 8500 schizzi e disegni originali donati da Enzo Mari al Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'ateneo.
Opere di Enzo Mari sono esposte nei principali musei di arte e design del mondo, tra cui, per esempio, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, o il Museum of Modern Art di New York o il Triennale Design Museum di Milano.
Due giorni prima della sua scomparsa, il 17 ottobre, alla Triennale di Milano fu inaugurata la mostra antologica Enzo Mari, a cura di Hans Ulrich Obrist con Francesca Giacomelli, un’ampia e documentata retrospettiva su sessant’anni di attività con duecentocinquanta opere esposte.
Mori il 19 ottobre 2020, all'età di 88 anni, mentre era ricoverato all'ospedale San Raffaele di Milano per le complicazioni dovute al contagio da COVID-19.
La sua seconda moglie, la curatrice d'arte Lea Vergine, lo seguià il giorno dopo per le stesse cause.
Riconoscimenti di Enzo Mari

Enzo Mari
Dal 1977 al 1979 è stato presidente dell'ADI (Associazione per il Disegno Industriale).
Ha guidato l'associazione in anni importanti per il design italiano, prima di lasciare l'incarico in seguito a un dibattito sulla natura del premio Compasso d'Oro
Nel 2000 ha ricevuto il Royal Designers for Industry, premio conferito dalla Royal Society of Arts.
Nell'ottobre 2002 gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Disegno Industriale dalla Facoltà� di Architettura del Politecnico di Milano.
Nel 2008 gli è stata dedicata dalla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Torino una personale antologica, in occasione dell'Anno Internazionale del Design.
Nel 2015 gli è stato conferito il Diploma Accademico Honoris Causa in Arti visive e il titolo Accademico d'Italia dall'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano.
Ricevette 5 Compassi d'Oro, di cui l'ultimo nel 2011, alla carriera.
dal 1977 al 1979
Enzo Mari è autore di oltre 1500 oggetti, realizzati per le maggiori aziende italiane.
Tra queste, vi sono Zanotta, Rexite, Driade, Alessi, Danese, Artemide, Olivari, Olivetti, deal Standard, Flou, Estel, Lema,Anonoma Casteli e Robots. sono molti gli oggetti significativi creati da Enzo Mari.

Enzo Mari con la sedia Box della Anomina Castelli
Pubblicazioni di Enzo Mari

Enzo Mari
1961 L'altalena prima edizione prodotta da Danese in tiratura limitata, stampa Lucini, Milano. Ristampa Corraini dizioni, Mantova, 2001
1970 Funzione della ricerca estetica, Edizioni di Comunità�, Milano
1978-2001 Serie libri-gioco Carte da disegno, articolata nei cinque fascicoli:1.Sulle facce; 2.Un treno carico di..; 3.Paesaggi; 4.Sogni e altre cose; 5.Soggetti e sequenze, Corraini Edizioni, Mantova, 2001
2001 Progetto e Passione, Bollati Boringhieri, Torino
2002 Autoprogettazione, Coraini Edizioni, Mantova
2008 Lezioni di disegno, Rizzoli, Milano
2011: 25 modi per piantare un chiodo, curatore Barbara Casavecchia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano
intervista a Enzo Mari

Francesca Esposito
Possiamo partire.
Credo che per fare un’intervista come si deve, dovrei vivere qui, a casa sua, per almeno una settimana.
Enzo Mari
E invece proveremo a sciogliere qualche nodo nel tempo che abbiamo a disposizione.
Vuole che le riveli subito un segreto?
Mi rendo conto che è una dichiarazione suicida, ma la faccio lo stesso: sono comunista.
Francesca Esposito
Addirittura?
Non è troppo partire cosè?
Enzo Mari
Intendiamoci, non sono mai stato iscritto al partito.
Anche perchè quando esponevo le mie idee e cercavo di contattare qualcuno, mi rispondevano immancabilmente: sei un bravo ragazzo, ma di queste cose si parlerà fra quarantamila anni.
Tutta la cultura comunista era basata su due parole: struttura e sovrastruttura.
Erano i cardini dell’opera di Marx, possesso e fabbrica.
Ovvero, il possesso del potere: Lenin prima e Stalin poi.
Francesca Esposito
Esiste ancora il comunismo?
Enzo� Mari
No.
Gli attuali esponenti del PD sono di un’ignoranza totale.
Poi c’è Matteo Renzi, neo-segretario, che non si capisce dove voglia andare a parare.
E infine Berlusconi, che è bravissimo, ma ha un cervello cui manca totalmente il comparto etico.
Enzo Mari
Il fatto che il comunismo non esista più, non è solo un problema per Berlusconi, ma anche per il PD, un partito in cui ognuno rincorre un’illusione diversa.
Francesca Esposito
La domanda nasce spontanea, data anche la sua definizione del design come “utopia democratica”.
Il design è politica, deve occuparsi della cosa pubblica?
Enzo� Mari
E' una bella domanda, cui siamo tutti bravi a rispondere di più.
Per quanto mi riguarda, sin dal primissimo dopoguerra e poi negli anni Cinquanta, quando già si sentivano le prime voci inquietanti sulla Russia, ho avuto sempre ben chiara una cosa: Marx non ha mai pensato che la rivoluzione dovesse scoppiare in Russia.
Pensava alla Francia, alla Germania o agli Stati Uniti.
Perchè la rivoluzione doveva avvenire dove si produce il capitale, ovvero la ricchezza.
Francesca Esposito
Quindi anche nella Cina di oggi?
Enzo� Mari
Della Cina non riesco a farmi un’idea precisa, anche se vent’anni fa avevo una gran voglia di andarci.
Detto questo, il mio dubbio è se esista davvero un partito comunista che dirige il Paese.
Si, ma in Cina oggi mancano due fattori fondamentali: ordine e libertà�.
Vede, nel 1989, al tempo delle sommosse di piazza Tienanmen e della strage degli studenti, io ho fatto questa riflessione con i pochi dati che avevo a disposizione: da un certo punto di vista, nel momento in cui la Cina stava entrando nel dominio del capitale, ho pensato che fosse una reazione legittima.
Cosa vuol dire permettere a dei giovani di dire la loro?
E�come durante il Salone del Mobile, quando tutti sbracano con le loro cosucce.
In casi del genere, la libertà andrebbe abolita.
Francesca Esposito
Lei ci lavorerebbe con i cinesi?
Enzo� Mari
Non mi faccio problemi di questo tipo: le ragioni del progetto dovrebbero prevalere in qualsiasi condizione, che sia in Italia, in Cina o in Ghana.
Francesca Esposito
Lei appare burbero e qualcuno la chiama addirittura il Savonarola del design.
Ma dallo sguardo sembra piuttosto un ottimista.
Progetti futuri?
Enzo� Mari
Sono stato profondamente ottimista, ma adesso vivo una situazione di crisi profonda.
Ho chiuso il mio studio in piazzale Baracca, a Milano, e al momento non ho nessuna intenzione di pensare a nuovi progetti.
Ho dedicato sessant’anni della mia vita a riflettere e progettare e ora sono pieno di acciacchi.
Eppure, anche se arrivasse il mago Merlino e me li facesse passare tutti, il mio unico desiderio sarebbe quello di andarmene.
Francesca Esposito
Qual è il vero segreto che custodisce, e che nessuno ha ancora compreso?
Enzo Mari
Che il design italiano non lo hanno inventato i designer di Milano, ma gli artigiani meridionali che poi hanno perso il lavoro a causa dell’inurbamento e della diffusione della tecnologia.
Gli artigiani producevano gli oggetti essenziali per i contadini.
Per esempio, da una lastra piana ricavavano un secchio.
Il problema è che quel secchio non si chiamava design, ma era frutto di un lavoro artigianale.
Francesca Esposito
Cè� un bisogno a cui ancora nessuno ha risposto?
Enzo Mari
Tantissimi.
Cominciamo col dire che ho visto nascere il design: a Milano ero il pò giovane, e i pùvecchi di me, Marco Zanuso, Ettore Sottsass, Achille Castiglioni, Franco Albini e dicevano che ero un giovane promettente.
Sono stato bravo, ma ho fallito la mia utopia.
Salvo scoprire, a quarant’anni, che a diciotto e vent’anni ero un piccolo genio.
Però ce l’ho messa tutta
Francesca Esposito
Cosa si sente di dire oggi ai giovani?
Enzo� Mari
Nella mia famiglia erano tutti poverissimi, io non ho frequentato nessuna scuola.
Ai giovani bisognerebbe spiegare innanzitutto cosè l’industria, e ricordare che il design nonè un’industria, ma un’attività da piccoli imprenditori.
Industria e design andarono d’accordo solo con Adriano Olivetti, che è un’eccezione non solo italiana.
Quanto agli altri, anche quelli che hanno inventato la Vespa, per esempio, non erano designer, bensì piccoli imprenditori che costruirono un oggetto utile in un momento in cui tutti andavano a piedi.
Francesca Esposito
Cosa inventerebbe oggi?
Enzo� Mari
Mi permetta un’affermazione di fondo.
L’industria nasce a metà del Settecento quando in Francia vivevano 28 milioni di persone, che, eliminati i ricchi, erano 27 milioni di poveracci.
Quando viene pronunciata per la prima volta la parola legslitè, la gente si mette a piangere di felicità e stupore.
Ma dopo l’entusiasmo iniziale ecco che cominciano ad avere bisogno di scarpe, mutande e tutto il resto.
E' qui che si capisce cosa vuole dire veramente uguaglianza, ed è, in quel momento, che nasce la produzione industriale.
L’oggetto artigianale, che veniva confezionato a Versailles, era semplicemente troppo costoso.
Francesca Esposito
Qual è il vero meccanismo dell’industria?
Enzo Mari
L’industria prevede che l’operaio costi poco, e che il prezzo di un prodotto sia stabilito con precisione.
Ammettiamo che per fabbricare un oggetto ci vogliano due euro.
Per fissare il prezzo, il padrone dell’industria decide di moltiplicarli.
Nel caso del design, il moltiplicatore è di cinque o sei volte, cosè due euro diventano dodici.
Per il design di lusso, che èl’unica fascia di mercato che ancora funziona, si può arrivare a un moltiplicatore di otto o dodici volte.
Francesca Esposito
Cosa deve fare il designer, dunque?.
Enzo�Mari
I designer dovrebbero conoscere il meccanismo dell’industria, per cui un operaio deve costare il meno possibile.
Tutto nasce quando si crea la prima catena di montaggio.
Laè proibito pensare.
I lavo ratori si mettono a piangere perchè non sono pù in grado di pensare, non riescono più a usare il proprio cervello.
Se fossi ministro chiuderei le scuole tecniche per gli operai e direi a tutti che bisogna fare da sè.
Qualche piccola industria capirebbe, ma non gli operai e i sindacati.
Francesca Esposito
Niente operai.
Enzo� Mari
Se fossi in salute e avessi la determinazione di un tempo, proverei a dire che vanno eliminati gli operai.
Non perchè li manderei in galera, ma perché va eliminata la figura di uno che prende lo stipendio, che è peggiore dello schiavo dell’antica Roma.
Quando dico eliminiamo gli operai, non dico inventiamo dei robot.
L’operaio dovrebbe guadagnare la sua vita in modo diverso, dovrebbe guadagnare una percentuale, anche piccola, sugli incassi della sua industria.
Non incasserebbe più lo stipendio, ma dopo quindici anni diventerebbe socio dell’impresa.
Gli ultimi a capire un discorso del genere sarebbero proprio gli operai, che continuano a credere che lo stipendio sia la soluzione di tutti i problemi.
Francesca Esposito
Ma quali sono le difficoltà� dell’industria oggi?
Enzo Mari
Noi, intendo gli Usa, l’Europa, il Giappone e qualche altro piccolo Paese, viviamo nella parte agiata del mondo.
E� l’Occidente che ha inventato la cultura moderna, la conoscenza, la produzione, i motori, il capitale e lo sfruttamento del capitale.
E ha prodotto il benessere.
Un benessere che dipende da cinque secoli di rapina del pianeta.
Senza capitale, non esistono scuole, ospedali e molte altre cose importanti.
L’Occidente si sviluppa attorno a questa ambivalenza: rapina e benessere della popolazione.
Francesca Esposito
E l’altra parte del mondo?
Enzo Mari
Tenga presente che un paese del Terzo mondo, nell’arco di una generazione acquisisce tutta la capacità economica dell’Occidente, e questo peggiorerà� sempre di più le cose.
La crisi vera ci sarà� quando si inizierà a sparare nelle strade, perchè il Quarto mondo acquisirà le nostre capacità� tecnologiche.
La Cina, anche se oggi preferisce utilizzare la speculazione edilizia, cioè il capitale, nel giro di un anno sarebbe in grado di produrre tutti i manufatti dell’Occidente, se solo volesse.
Francesca Esposito
Non vede via d’uscita, mi pare.
Enzo Mari
In Italia si potrebbe reagire con delle riforme, con delle leggi, ma è troppo difficile: come si fanno delle leggi con Grillo?
Fare le leggi vuol dire cambiare radicalmente le cose, ma la gente comune non capirebbe e ricascherebbe nelle braccia di chi dice “Non tassiamo la prima casa”.
Francesca Esposito
Passiamo alla voce design.
Enzo� Mari
Il design non è un’industria.
Quelli che insegnano design nelle scuole, li caccerei via tutti, perchè trasmettono interpretazioni, teorie e punti di vista.
E� necessario comprendere le cose in modo concreto, basandosi sull’esperienza.
Se vado in un campo di pomodori non mi baso su una interpretazione: so che sono pomodori.
Se non lo so, ne assaggio uno e capisco.
Le persone sanno cosè un pomodoro, ma non sanno cosè il design.
Vuole che le dica come si forma la mentalità di sessanta milioni di italiani, o se preferisce di sette miliardi e mezzo di esseri umani?
Francesca Esposito
Prego.
Enzo� Mari
Quando uno è giovane e deve ancora andare all’università�, comincia a sognare un certo tipo di attività�.
Spesso si lascia condizionare dagli amici e dalla ragazza che gli piace.
Inizia a sognare vagamente un’identità�.
In casi eccezionali ha una famiglia importante alle spalle, o la fortuna di poter parlare con qualche vecchio che la sa lunga.
Per il resto, osserva i coetanei e si concentra su quelli che gli danno l’impressione di avere un po’ di carica in pù.
Li usa come riferimento, per farsi un’opinione.
Il problema è che su queste basi opera poi una scelta definitiva.
Francesca Esposito
Segue un modello.
Enzo� Mari
In campagna i cavalli e gli asini vanno in giro con le pezze di cuoio di fianco agli occhi per andare sempre dritti e non essere distratti.
Ma quest’atteggiamento uccide il cervello, nonostante il cervello sia potentissimo e abbia l’unico difetto di invecchiare con il tempo.
Quando un bambino nasce ha miliardi di neuroni collegati gli uni agli altri, e infatti i bambini sono molto intelligenti, io lo ripeto spesso: bisognerebbe dare il Premio Nobel a un bambino di due anni.
Francesca Esposito
Come si fa a togliere i paraocchi?
Enzo� Mari
Bisogna fare delle scelte.
Ci sono decine di milioni di italiani che evitano di scegliere.
Dobbiamo pensare alla qualità� della vita.
La qualità� della vita è la scoperta, è provare a fare una cosa, scoprirne un’altra.
Ho dedicato tutta la mia vita a togliere i paraocchi, ma ho miseramente fallito.
Francesca Esposito
Cosa resta da fare?
Enzo� Mari
Oggi cè� bisogno di raccontare come funziona l’industria, perchè l’industria ha bisogno di ignoranti che non perdano tempo a pensare.
Quanto al design, è un’esigenza di chi vuole circondarsi di cose che sembrano belle, ma spesso non lo sono.
A me viene da dire basta: vivete, porca miseria!
Chiudete le scuole di design e ritrovate il contatto con la realtà�.
In fondo, è solo questione di vita vera.
Francesca Esposito
A proposito di vita vera, perchè nel design ci sono così poche donne?
Enzo� Mari
Innanzitutto, chè il peso della storia.
In passato, le donne avevano un’identità solo nelle famiglie ricche.
Nelle famiglie povere, la donna era solamente un altro operaio che faceva un’infinità di lavori, e poi faceva anche tutto il resto.
La donna è una designer benedetta da Dio.
Perchè progetta, realizza e, infine, costruisce altri essere umani. Il maschio è pù robusto, e questo ha una sua importanza.
Ma la donna ha come preoccupazione profonda la propria fabbrica di essere umani, ed è una caratteristica profondissima, anche nelle donne di 40, 50, 60 anni.
Sa una volta qual era il compagno ideale di vita per una donna?
Francesca Esposito
Quale?
Enzo� Mari
L’uomo grasso, perchè voleva dire che mangiava abbastanza e aveva soldi.
Le donne dicevano: “Preferisco uno che abbia i soldi e che possa mantenere me e i miei bambini”.
Francesca Esposito
Cosa pensa delle donne di oggi?
Enzo Mari
Se guardo alle donne, soprattutto alle donne giovani, ho più fiducia.
Hanno più determinazione, più voglia di cambiare, perchè stanno occupando nuovi spazi vitali.
Mentre gli uomini sono andati in tilt, non hanno più punti di riferimento.
Hanno perso la loro passione e la loro follia.
Francesca Esposito
Qual è il suo rapporto con Lea Vergine, compagna di vita, famosa critica d’arte, insieme alla quale negli anni Sessanta venne accusato di concubinaggio?
Enzo Mari
E� da cinquant’anni che litighiamo.
Ho avuto una prima moglie, ho avuto delle fidanzate.
Ho conosciuto Lea per caso, a Napoli, dopo che aveva chiesto a Giulio Carlo Argan di consigliarle qualcuno che potesse curare la grafica di una rivista.
Quindi vado a Napoli, in un albergo, entro verso mezzogiorno, nella grande hall non vedo nessuno.
In fondo alla sala vedo un uomo e lei, che allora aveva 26 anni.
Ero fermo in piedi come un cretino.
Lea era una bella ragazza, ma io ero troppo timido e pensavo in termini vagamente mitologici alle belle ragazze.
Per me erano una specie di regalo della divinità che ti arrivava dal cielo.
Se Dio pensava che tu te lo meritassi, ti donava questa occasione di incontrare la donna della tua vita.
Francesca Esposito
L’amore è un progetto?
Enzo Mari
No, è molto più semplice.
Stare in piedi come un cretino, cosè, in fondo alla sala, con lei chè che mi guarda, fare due o tre passi verso di lei.
E lei che fa due o tre passi verso di me.
Forse l’amore è fare due o tre passi nella stessa direzione.

Enzo Mari nel suo studio
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1952 Enzo Mari pittura |
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1956 Enzo Mari struttura |
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1956 Enzo Mari struttura |
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1957 Enzo Mari gli animali per Danese |
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1958 Enzo Mari e Lela Mari copertina del libro La mela e la farfallalla |
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1958 Enzo Mari e Lela Mari pagina interna del libro La mela e la farfallalla |
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1958 Enzo Mari e Lela Mari pagina interna del libro La mela e la farfallalla |
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1958 Enzo Mari e Lela Mari pagina interna del libro La mela e la farfallalla |
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1958 Enzo Mari e Lela Mari pagina interna del libro La mela e la farfallalla |
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1958 Enzo Mari e Lela Mari pagina interna del libro La mela e la farfallalla |
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1958 Enzo Mari e Lela Mari pagina interna del libro La mela e la farfallalla |
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1958 Enzo Mari e Lela Mari pagina interna del libro La mela e la farfallalla |
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1958 Enzo Mari e Lela Mari pagina interna del libro La mela e la farfallalla |
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1958 Enzo Mari manifesto per Danese |
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1958 Enzo Mari manifesto per Merda |
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1958 Enzo Mari studio pe stutura243 |
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1959 Enzo Mari e Lela Mari copertina del libro L' Uovo la gallina per Babalibri |
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1959 Enzo Mari e Lela Mari retro di copertina del libro L' Uovo la gallina per Babalibri |
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1959 Enzo Mari e Lela Mari copertina ertro del libro L' Uovo la gallina per Emme Edizioni |
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1959 Enzo Mari e Lela Mari pagima interna del libro L' Uovo la gallina
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1959 Enzo Mari e Lela Mari pagima interna del libro L' Uovo la gallina
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1959 Enzo Mari e Lela Mari pagima interna del libro L' Uovo la gallina
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1959 Enzo Mari e Lela Mari pagima interna del libro L' Uovo la gallina
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1959 Enzo Mari e Lela Mari pagima interna del libro L' Uovo la gallina
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1959 Enzo Mari e Lela Mari pagima interna del libro L' Uovo la gallina
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1959 Enzo Mari e Lela Mari pagima interna del libro L' Uovo la gallina
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1961 Enzo Mari libro l' Altlena See-Saw Balanciner Diie Wiper
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1961 Enzo Mari libro l' Altlena See-Saw Balanciner Diie Wiper
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1961 Enzo Mari lpagina imtrna del libro l' Altlena See-Saw Balanciner Diie Wiper
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1961 Enzo Mari lpagina imtrna del libro l' Altlena See-Saw Balanciner Diie Wiper
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1961 Enzo Mari lpagina imtrna del libro l' Altlena See-Saw Balanciner Diie Wiper
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1962 Enzo Mari manifesto GG Die Göppinger Galerie und Olivetti zeigen in den Olovetti Ausstelllungsräumen Düussendort Köningsales 80 die Ausstellung Arte Programmata Kinestetische Kunst
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1962 Enzo Mari opera Numero 724
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1962 Enzo Mari opera struttura
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1962 Enzo Mari opera Numero 726
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1962 Enzo Mari opera Numero 731
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1962 Enzo Mari opera struttura
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1963 Enzo Mari opera mel e pera dela serie Natura
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1963 Enzo Mari opera Numero 768
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1963 Enzo Mari opera Numero 863
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1964 Enzo Mari opera Numero 1829 |
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1964 Enzo Mari Struittura opera non realizzata
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1965 Enzo Mari manifesto peril gioco dele favole per Dainese
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1965 Enzo Mari manifestoil cane per il gioco dele favole per Dainese
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1965 Enzo marimanifesto la gallina e i pulcini per lil gioco dele favole per Dainese
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1965 Enzo Mari manifestoil gallo per il gioco dele favole per Dainese
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1965 Enzo Mari manifesto il gatto per il gioco dele favole per Dainese
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1965 Enzo Mari confeziome per il gioco dele favole per Dainese
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1965 Enzo Mari il gioco dele favole per Dainese
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1965 Enzo Mari confeziome per il gioco dele favole per Dainese
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1965 Enzo Mari confeziome per il gioco dele favole per Dainese
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1965 Enzo Mari confeziome per il gioco dele favole per Dainese
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1965 Enzo Mari confeziome per il gioco dele favole per Dainese
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1965 Enzo Mari confeziome per il gioco dele favole per Dainese
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1965 Enzo Mari per Il, posto dei babni per Danese
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1965 Enzo Mari confezione per Il, posto dei babni per Danese
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1965 Enzo Mari manifesto per la confezione per Il, posto dei babni per Danese
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1965 Enzo Mari per Il, posto dei babni per Danese
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1965 Enzo Mari per Il, posto dei babni per Danese
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1965 Enzo Mari per Il, posto dei babni per Danese
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1965 Enzo Mari per Payground a Carrara
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1965 Enzo Mari per Payground a Carrara
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1966 Enzo Mari maifesto per la esposizione Ontwep En Productie voorwepen van Angelo Mangirotti nzo Mari Bruno Munari Preodutie B. Danese Sttedelljk Museum Amsterdam 26 November 1966 1 Ianuari 1967
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1967 Enzo Mari maifesto per Traffico non ci sono altrnative
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1967 Enzo Marioperam Sruttura 863
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1997 Andrea Rauch il bilietto di augurim Celum Stellatum per l' editore Borrijngieri
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1968 Enzo Mari copertina per Pensierl Degli Anni Diffficiiliper Albert Einstein pper la collana Scientifica di Boringhieri
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1968 Enzo Mari copertina per Io e l'Inconscio le ipotesi della "psicologia analitica nella classica sintesi del suo fondatore per Jong per la collana Scientifica di Boringhieri
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1968 Enzo Mari copertina perUi ,Problema della malattia Mentale Psicologia della dementia praecox per Jong per la collana Scientifica di Boringhieri
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1968 Enzo Mari copertina per ala scoperta dell Incoscio per Henri F. Ellenberger per la collana Scientifica di Boringhieri
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1968 Enzo Mari copertina per Evouziuone Della Fisica per Albert Eisteiin e Leopold Imfeldpger per la collana Scientifica di Boringhieri
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1968 Enzo Mari copertina per Lezioni Sui Fondamenti della Matematca di Ludvic Wiittgensten per la collana Scientifica di Boringhieri
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1968 Enzo Mari copertina per Relativtà Cosmolloga Astrofisca per Livio Gattolfi ger per la collana Scientifica di Boringhieri
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1968 Enzo Mari opera Sruttura
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1972 Enzo Mari cubo della serie Natura
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1972 Enzo Mari riproduzione serie animali di Danesepere serie amimali del 1957
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1972 Enzo Mari serie animali di Danesepere serie amimali del 1957
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1972 Enzo Mari serie a falce e martello serifafia
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1972 Enzo Mari serie a falce e martello serigafia su lana
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1972 Enzo Mari serie a falce e martello serigafia su lana
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1972 Enzo Mari serie a falce e martello serigafia su lana
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1972 Enzo Mari serie a falce e martello tridimensionale.
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1973 Enzo Mari manifesto per l' esposizione Danese Milano Un Exemple Desig Italienne Musee Des Arts Decoratf DeLa Ville De Lausanne Vilamont 4 Du 21 Setptembe Au 17 Octobre 1973
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1973 Enzo Mari manifesto per .Danese Milano Enzo Mari Una Proposta Per Lalavorazione A Milano Della Porcellana |
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1973 Enzo Mariopera Struttura 1219B.
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1974 Enzo Mari confezionne per Pesci per Danese
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1974 Enzo Mari confezionne interna per Pesci per Danese
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1974 Enzo Mari confezionne interna per Pesci per Danese
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1974 Enzo Mari Pesci per Danese
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1981 Enzo Mari su oligro Prgett e Pssione per Bollat Borighieri
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1988 Enzo Mari suo ligro copertina per l suo llibro Modelli del reale al Palazzo dei Congressi ed Esposizioni a San Marino dal 11 giugnoal 24 agosto 1988
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1988 Enzo Mari suo ligro pagina interna per l suo llibro Modelli del reale al Palazzo dei Congressi ed Esposizioni a San Marino dal 11 giugnoal 24 agosto 1988
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1988 Enzo Mari suo ligro pagina interna per l suo llibro Modelli del reale al Palazzo dei Congressi ed Esposizioni a San Marino dal 11 giugnoal 24 agosto 1988
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1988 Enzo Mari suo ligro pagina interna per l suo llibro Modelli del reale al Palazzo dei Congressi ed Esposizioni a San Marino dal 11 giugnoal 24 agosto 1988
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1988 Enzo Mari suo ligro pagina interna per l suo llibro Modelli del reale al Palazzo dei Congressi ed Esposizioni a San Marino dal 11 giugnoal 24 agosto 1988
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1999 Enzo Mari Manifesto di Barcellona |
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2001 Enzo Mari copertina del suo libro Progetto E Passione per Bollati Boringhieri
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2002 Enzo Mari coperina del suo libro Enzo Mari Autoprogettazione per Corraini editore
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2002 Enzo Mari pagna nterna del suo libro Enzo Mari Autoprogettazione per Corraini editore
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2002 Enzo Mari pagna nterna del suo libro Enzo Mari Autoprogettazione per Corraini editore
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2004 Enzo Mari copertina del suo libro La valigia senza manico Arte, design e karaoche conversazione con Francesca Alfano Miuliettiper Bollati Boringhieri
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2008 Enzo Mari copertina del suo libro Lezioni di disegno. Storie di risme di carta, draghi e struzzi in cattedra editore Rizzoli
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2008 Enzo Mari Mari pagina interna del suo libro Lezioni di disegno. Storie di risme di carta, draghi e struzzi in cattedra per editore Rizzoli
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2008 Enzo Mari Mari pagina interna del suo libro Lezioni di disegno. Storie di risme di carta, draghi e struzzi in cattedra per editore Rizzoli
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2011 Enzo Mari copetina del suo libro 25 Modi Per Piantare Un Chiodo Sessantanni bdi idee e progetti per difendere un sogno per la collana Stade Blu per Mondadori
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2011 Enzo Mari retro di copertina del suo libro 25 Modi Per Piantare Un Chiodo Sessantanni bdi idee e progetti per difendere un sogno per la collana Stade Blu per Mondadori
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2011 Enzo Mari capitolo1 Partiamo da 0 del suo libro 25 Modi Per Piantare Un Chiodo Sessantanni bdi idee e progetti per difendere un sogno per la collana Stade Blu per Mondadori
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2011 Enzo Mari capitolo 2 forse la prima infanzia del suo libro 25 Modi Per Piantare Un Chiodo Sessantanni bdi idee e progetti per difendere un sogno per la collana Stade Blu per Mondadori
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2011 Enzo Mari capitolo 9 impese del design e autoprogettazionedel suo libro 25 Modi Per Piantare Un Chiodo Sessantanni bdi idee e progetti per difendere un sogno per la collana Stade Blu per Mondadori
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2011 Enzo Mari ill lavoro al centro (14) del suo libro 25 Modi Per Piantare Un Chiodo Sessantanni bdi idee e progetti per difendere un sogno per la collana Stade Blu per Mondadori
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2011 Enzo Mari design (14) del suo libro 25 Modi Per Piantare Un Chiodo Sessantanni bdi idee e progetti per difendere un sogno per la collana Stade Blu per Mondadori
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2011 Enzo Mari dallalala ricerca sistmatica (5) del suo libro 25 Modi Per Piantare Un Chiodo Sessantanni bdi idee e progetti per difendere un sogno per la collana Stade Blu per Mondadori
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2011 Enzo Mari non parlo solo di me - noparlimo solo di me (18) del suo libro 25 Modi Per Piantare Un Chiodo Sessantanni bdi idee e progetti per difendere un sogno per la collana Stade Blu per Mondadori
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2011 Enzo Mari capitolo 15 icrisi minestabile del suo libro 25 Modi Per Piantare Un Chiodo Sessantanni bdi idee e progetti per difendere un sogno per la collana Stade Blu per Mondadori
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20il mondo salvato dai bambimi ii9mo capitoloel suo libro 25 Modi Per Piantare Un Chiodo Sessantanni bdi idee e progetti per difendere un sogno per la collana Stade Blu per Mondadori
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